Casa alpina energeticamente autosufficiente

rifugio-alpino-smarck-studio-edilanaL’idea progettuale dello studio Smarck capitanato dall’architetto Solazzi, realizzata dalla azienda Opera, con materiali totalmente ecosostenibili e naturali prodotti dalla Edilana hanno dato forma alla prima baita alpina edificata con materiali ecologici altamente efficaci anche nelle condizioni climatiche più impervie.

La Baita pensata e costruita per non creare alcuno impatto con l’ambiente circostante,  è stata ammirata per la prima volta la scorsa estate quando è divenuta oggetto di stimolante interesse alla fiera della sostenibilità nella natura in Val Camonica, sarà esposta anche all’eco tour organizzato dal Club Alpino Italiano.

Tra le tante particolarità del rifugio  che lo rendono  espressione di un edilizia evoluta e straordinaria,  la possibilità di scomporre l’immobile per trasportarlo e ricomporlo in altro luogo senza  compromettere lo stato dell’efficienza della capanna alpina, fanno di questo immobile la costruzione tra le più versatili ed efficienti energeticamente fino ad oggi ideate. Per il realizzo del Rifugio sono stati concepiti dieci modelli diversi atti a rispondere con più completezza alle diverse necessità climatiche, tutti costruiti con le pareti in Xlam materiale con posa a secco ottenuto dal legno.

baita alpina

I caseggiati necessitano di circa un mese per la posa di tutti i materiali edili,  il costo di produzione per l’immobile è di circa ottocento euro per metro quadro, i costi sono comprensivi anche dei kit d’arredo base necessari alla vivibilità della baita, che nelle misure standardizzate può offrire l’ospitalità dei suoi interni essenziali efficienti e comodi almeno a sei turisti contemporaneamente.

Pensato senza tralasciare piccoli e grandi accorgimenti funzionali: il rifugio al termine appare un edificato che sviluppa il suo spazio verso l’alto, è il colore rosso bruno molto visibile a rendere possibile la sua immediata localizzazione all’occhio dei visitatori della montagna.

La progettazione risolve il problema della luminosità diradando il rivestimento ligneo esterno sulla fascia dell’unica apertura regalando così alla baita il massimo rendimento all’ esposizione di luce naturale all’ interno dove il nucleo si divide in due aree concepite per un uso dell’abitato organizzato ed essenziale.

Area giorno al piano d’ingresso con spazio per la seduta ed un piano d’appoggio per i possibili fruitori, l’arredamento nella zona giorno è  tutto con modalità pieghevole per rendere comodi gli spostamenti all’interno, rimane fissa però la scala che è collegamento tra il piano d’ingresso e i letti doppi sovrastanti l’area giorno. I letti complessivamente tre paia sono inseriti su un sistema letto che sviluppa verso l’alto su tre piani che contano il solo spazio letto pensato per il riposo.

6 posti letto

La baita è sprovvista di una zona bagno però è totalmente indipendente dalle forniture di acqua non potabile che recupera tutto l’anno con un ingegnoso sistema di filtraggio dell’acqua nella cisterna presente attraverso dei fori che permettono il flusso in entrata regolato da un livellatore. l’energia per l’uso delle lampade a led installate all’interno è prodotta da un pannello solare. Il posizionamento della casa alpina avviene con degli ancoraggi al terreno forando la pietra per fissare i giunti.

fonte fotografica: Smarck studio


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