La casa in linea di Le Corbusier

le-corbusier_2Charles-Edouard Jeanneret-Gris al secolo Le Corbusier è considerato uno dei padri dell’urbanistica moderna per la sua capacità di dare corpo alle sue opere architettoniche interpretando le necessità dei fruitori.

Anticipatore nell’impiego dei materiali edili d’uso contemporaneo può considerarsi antesignano del social housing nel progetto berlinese del 1957.

La casa in linea dove le bozze progettuali consideravano il concepimento di più zone attrezzate e disponibili al godimento di tutti gli assegnatari delle 530 unità immobiliari.

La terminazione della Casa in linea non rispettò i disegni progettuali la cui rappresentazione grafica fu stilata dallo stesso Le Corbusier. La Casa in linea nasce dall’esigenza percepita dall’amministrazione urbana nella Berlino post conflitto mondiale di restituire ai cittadini rimasti senza residenza un alloggio abitativo dove poter stabilirsi.

Le Corbusier mostra i progetti della struttura abitativa dalle dimensioni titaniche all’esposizione dell’edilizia internazionale a Berlino nel 1957.

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Il progetto del modulo abitativo si allunga sul terreno nel lato più lungo per 142 metri lineari e nel lato corto 23 metri lineari il colosso è diviso in 530 unità immobiliari che possono contenere ben più di 1500 residenti.

Le fattezze mastodontiche del fabbricato innalzate per diciassette piani, ricevono ammirazione ma più facilmente attirano critiche e dalle ultime deriva il soprannome di Wohndampfer “ Piroscafo residenziale”.

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Il fabbricato in cemento armato non è stato però completato fedelmente ai progetti del’architetto Le Corbusier. Nella parte bassa dell’immobile le colonne portanti  lasciate a vista dall’architetto avrebbero dovuto avere una doppia funzione: quella pratica a sostegno dell’abitato, quella artistica a cornice di immagini plastiche.

La funzione artistica del colonnato è venuta meno durante gli sviluppi costruttivi dell’edificio, rimane l’originale ornamento pensato per il lato privo di affacci denominato Modulor.

Ad alleggerire la massiccia visione dell’edificio nel suo completo è la policromia alternata al grigio sulle interminabili pareti esterne i colori sottolineano gli affacci dei balconi frutto però del pensiero estetico dell’architetto Afonso.

Certamente non fu compreso per questo tralasciato nell’ultimazione dell’ edificato, lo sviluppo del progetto nelle parti dedicate alla aggregazione sociale. I locali ad uso condominiale posti al piano terra e all’ultimo piano dell’edificio erano stati pensati da Le Corbusier come zone commerciali o di pubblica utilità quali: magazzini, sala cinema ed una struttura completa per lo sport.

Se il progetto fosse stato completato fedelmente ai disegni Le Corbusier sarebbe stato l’anticipatore di un pensiero completamente nuovo e rivoluzionario per l’epoca risultando il modello di “La casa in linea” il primo di social housing.

Nel 2004 una associazione è nata in favore della rivalutazione dello stabile.

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