Casa Batllò il condominio di Gaudì

800px-CasaBatllo_0172Era un ordinario edificio con appartamenti in condominio ceduti in affitto, prima di essere rilevato dall’industriale tessile di nome Battlò; la ristrutturazione della palazzina al Passeig da Gràcia n°43, Barcellona, Spagna fù affidata all’architetto Gauidì.L’architetto materializzò Casa Batllò, meraviglia architettonica assorbita dal patrimonio dell’ unesco a cento anni circa dalla sua realizzazione.

Durante il corso del primo decennio del XX secolo un quartiere più di tutti nella città di Barcellona era sinonimo di mondanità lusso ed attualità, vivere e partecipare agli eventi svolti nel quartiere Eixample era il maggiore sfoggio del benessere economico di un imprenditore.800px-Gaudi_Casa_Batllo

Sulla via principale del quartiere chiamata Passeig da Gàrcia, già altri edifici avevano ottenuto  adeguate ristrutturazioni edili in onore degli importanti proprietari, Casa Batllò con la flessuosità delle linee architettoniche ha mostrato uno stile innovatore ed impareggiabile, unica per forme originalità dei materiali e del design concepibile solo dall’estro visionario e fantasioso di un grande architetto.800px-CasaBatllo_0094

Gaudì in casa Batllò come in ogni sua opera lasciò l’impronta indelebile della propria corrente artistica, ispirato si, contaminato mai dalle influenze artistiche dominanti all’inizio del ‘900; creò uno design proprio che ne fece un artista senza eguali.640px-CasaBatllo_0079

L’edificio acquistato dall’industriale non vanta particolari pregi, disadorno e quasi cubico, ha però un pregio, molte aperture per l’ingresso della luce esterna.800px-Caminetto_di_Casa_Batllò

L’intervento di Gaudì al civico 43 a Passeig da Gàrcia aumenta la cubatura dell’immobile di altri due piani sopra i già esistenti alla struttura edile, aggiunge anche una torretta circolare, lo spazio accresce anche per il giardino comune, qui sono allocate le scuderie.

La superficie ottenuta dalla riqualificazione è distribuita per nove interni così ripartiti: ogni piano due interni ad eccezione del piano primo dove tutta la superficie è dell’appartamento padronale.640px-CasaBatllo_0093

Quattrocento metri quadri gli spazi con affaccio sulla via principale sono per le sale; alla facciata posteriore è destinato l’alloggio delle camere da letto; cucina e bagni sono nell’area centrale dell’unità immobiliare.

All’appartamento padronale Gaudì ha donato un accesso posteriore allo spazio esterno, un balcone di misure ciclopiche circa duecento metri quadri piastrellati con la tecnica del trencadìs, tutto l’immobile è impreziosito da tessere di ceramica brillante e talvolta irregolare.

640px-CasaBatllo_0075L’architetto cura ogni dettaglio dai campanelli esterni alle maniglie delle finestre fino alle sue figure aggettanti che sembrano uscire dalle pareti verticali esterne, quando le verticalità appiaiono canoniche a tutte le costruzioni; le ricopre di ceramica azzurra dalla forte efficacia emotiva.

L’effetto architettonico  di maggiore impatto è forse la soffittatura interna degli immobili, realizzata con la tecnica dell’arco catenario, procedimento edile che esclude l’uso di contrafforti o colonne portanti, il risultato è un soffitto dalle sembianze cavernose e profonde fuori dagli schemi classici di edilizia abitativa, la procedura edile incentiva e sottolinea la visione delle geometrie irregolari date alle pareti divisorie degli ambienti interni.

Le forme inusuali  espresse sull’edificio sono una allegoria mitologica di tradizione spagnola.

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