Contratto di affitto per studenti

stanze in affitto

dal film: un fantastico via vai

Locare un appartamento o come è più frequente affittare una stanza ammobiliata in un appartamento da condividere con altri studenti universitari è un brivido di felicità, una meta, un traguardo nel life’s big game, è l’accesso al livello successivo, dove si è liberi di esprimere la proprie capacità, in cui ognuno auspica di costruire le fondamenta della realizzazione sociale prima ed economica dopo.

L’immaginario cinematografico da più di trentanni ci propone goliardici tormentoni su studenti caotici in appartamenti con stanze condivise, la cui unica premura sarebbe quella di organizzare con goliardia la festa più memorabile, divertenti riproduzioni in bilico tra finzione cinematografica e realtà, artefatto conveniente a favorire l’ilarità nello spettatore che nell’intimo ricorda con nostalgia quella sensazione frizzante provata e più dimenticata di meravigliosa inconsapevolezza del futuro, sensazione propulsiva, motivante e sostenitrice nelle innumerevoli ore passate curvi sui tomi.

Bologna, Roma, Milano, Torino, Siena o Perugia le città in cui risultano stipulati la maggiore quantità di contratti in locazione a studenti universitari. Se la facoltà di studio è indicazione peculiare delle proprie attitudini o inclinazioni emotive, la selezione della camera in affitto almeno in passato era dettata unicamente dal canone di locazione proposto da ogni singolo proprietario immobiliare.

affitto a studenti

dal film: un fantastico via vai

L’affitto a studenti ordinato sulle canoniche norme locative risultava imperfetto, manchevole di precise e specifiche condizioni contrattuali che riguardassero in modo proprio l’affitto a studenti. Un decreto ministeriale nel 2006 ha fornito gli elementi sui quali costruire i specifici contratti locativi a studenti, stipulabile nelle città sedi universitarie oppure nei comuni ove trasferiti i distaccamenti dei dipartimenti o facoltà universitarie.

Il D. m. del 10 Marzo/2006 all’art.5 comma 2 dispone che la locazione a studente universitario, sia per l’intera unità immobiliare o solo per una camera, possa avere una durata variabile compresa tra un minimo temporale di mesi 6 ad un massimo di tre anni, replicabile in accordo tra le parti per altri 3 anni. Il decreto ministeriale predispone che lo studente/conduttore debba rispondere a pochi ma precisi requisiti per condurre la locazione nei termini previsti dal art. 5 del D. m.

Lo studente/conduttore alla stipula del contratto di locazione deve essere in facoltà di tali requisiti: l’esistenza di residenza e domicilio presso diverso comune da quello della sede del corso universitario frequentato, la documentazione attestante l’iscrizione presso un corso universitario.

Allo studente è concesso l’arbitrio della rescissione contrattuale anticipato solo per gravi e giustificati motivi, qualora la locazione coinvolgesse più studenti, lo studente si avverrebbe di una rescissione parziale, (il contratto troverebbe risoluzione solo nei locali a lui indicati .) Al locatore, proprietario dell’immobile ceduto in affitto, nel corso della locazione è dato il diritto di applicare eventuale aumento dell’istat sul prezzo dell’affitto non superiore al 75% dello stesso.

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